![]() San Martino in Badia. L’esterno della chiesa. Della prima chiesa, nominata già nel 1286 e distrutta da una frana nel 1490, si è conservata solo la torre tardoromanica con finestre ad arco tondo, poi murate nella cella campanaria. La nuova costruzione gotica, consacrata nel 1494, fu poi ingrandita e adattata allo stile neoromanico nel 1859. L’interno è spoglio, ma per fortuna conserva la pala d’altare tardobarocca di Josef Renzler. |
![]() Chiesa di San Martino: pitture del XVIII secolo scoperte recentemente sulla volta. I rappresentanti dei quattro “stati”, cioè il clero (papa, vescovi, preti), la nobiltà (imperatore, gentiluomini), la borghesia e la plebe (contadini), venerano la SS. Trinità. |
![]() Chiesa di San Martino: dipinti di Josef Renzler (di San Lorenzo in Pusteria) sul pulpito. Qui vediamo il Battista; dall’altra parte (non visibile sull’illustrazione) sono rappresentate la Pesca Miracolosa e la Samaritana al pozzo di Giacobbe. |
![]() Chiesa di San Martino. Si venerava molto San Floriano, protettore dagli incendi, perché una volta le case erano fatte in gran parte di legno. Nella sagrestia troviamo questa statua del primo barocco portata nelle processioni, un bell’esempio dell’arte popolare in Val Badia. |
![]() Chiesa di San Martino: pala d’altare con il padre Josef Freinademetz, beatificato a Roma il 19 ottobre 1975; era nativo di San Leonardo in Badia e morì nel 1908 in Cina, dov’era missionario. La pittura a tempera è di Lois Irsara di Badia, vivente. |
![]() Chiesa di San Martino: stemma di Domenico Piazza, del 1670 circa, cesellato su un calice barocco. La famiglia Piazza, originaria di Colle Santa Lucia e ivi amministratrice delle miniere, si procurò fama e beni anche in Val Badia; a Piccolino acquistò e rimaneggiò il palazzetto Freiéck e la casa del Màier. |
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