Vista di un cranio riconducibile ad un Ursus Speleus
Alta Badia in quota

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Le «bambole» di Travenanzes

Gli orsi spelèi delle Conturines

L'ingresso della spelonca
degli orsi, a 2775 m.

Gli orsi spelèi delle Conturines

«Bambole di Travenanzes»
sopra: da un antro in Val Travenanzes;
sotto: dalla caverna delle Conturines.

In molte invenzioni e scoperte ha avuto un ruolo determinante il caso; esse sono derivate, per così dire come risultato concomitante, indagando su qualcosa d'altro.

Anche il tesoro fossile delle Conturines costituisce un esempio del genere, perché fu trovato cercando un particolare tipo di minerale.
Da molti anni gli appassionati della Val Badia e di Ampezzo erano attratti da un antro della selvaggia Val Travenanzes (incassata fra Fanes e le Tofane), perché fra la sabbia dolomitica del suolo vi si trovano strane formazioni sferiformi. Si tratta di concrezioni originate da acqua contenente calcare che, filtrando molto lentamente attraverso la sabbia, lo deposita in strati concentrici intorno ad un nucleo (un sasso o solo un granello di sabbia).

Parecchie sfere vicine possono poi agglomerarsi in forme fantastiche. Nell'agosto del 1987 l'albergatore e collezionista Willy Costamoling di Corvara (Val Badia) andava proprio in cerca di quel tipo di minerali detti «bambole di Travenanzes»; un raccoglitore di San Ciascian-San Cassiano gli aveva raccontato di aver visto rotondità di quel genere sul ghiaione sovrastante il Valun dles Avares; perciò anche lassù dovevano esserci delle caverne. Salito sul costone est del Piz Taibún, una elevazione secondaria delle Conturines, Costamoling scorse effettivamente da lontano l'ingresso di una spelonca, giungendo poi nei pressi.

Le dimensioni del portale ed il buio fitto dell'interno gli fecero supporre che, addentrandosi nelle viscere della montagna, avrebbe trovato probabilmente le agognate «bambole». Ma poiché non disponeva né di molto tempo né di una lampada, rimandò l'impresa all'autunno.