Masi in legno e pietra tipici della cultura ladina
Alta Badia in quota

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Le tradizioni dell'Alta Val Badia:
un modo interessante e divertente per conoscere i ladini!

Il popolo ladino tramanda con particolare fedeltà le antiche tradizioni, molte delle quali sono legate alle festività religiose, altre agli eventi nuziali. Ecco a voi alcune fra le più interessanti:

La granara de saresc (anche conosciuta come "granara dal belorì")

È una tradizione tipica della Domenica delle Palme, quando i bambini si recano in chiesa per benedire alcune scope realizzate con i rami di una pianta particolare. Ogni bambino, una volta tornato a casa, appende la propria scopa allo steccato, per proteggere i suoi familiari. Cosa importante è che la "granara" non cada mai a terra!

Pechè (opp. Cufé)

Nel periodo pasquale, i bambini maschi giocano a "cufé" con delle uova colorate. Ogni partecipante colpisce l'uovo dell'avversario con la punta del proprio uovo. Chi resta con l'uovo intatto vince e guadagna anche quello dell'avversario. Scopo del gioco è di vincere il maggior numero di uova possibile. Il gioco è anche conosciuto con il termine ladino "Segra dai Üs", ovvero sagra delle uova.

Jì a üs - raccogliere uova

Il lunedì di Pasqua i giovani maschi del paese si recano dalle giovani donne per farsi regalare quante più uova possibile. Tuttavia vige la regola secondo la quale ogni ragazza regala solo 4 uova se il ragazzo non le sta simpatico; 6 uova se è l'amante e 12 uova se è il fidanzato. Questa tradizione è nata perché un tempo, le uova sode erano una delicatezza molto apprezzata.

Festa de Santa Maria dal Ciüf

Santa Maria dal Ciüf (Santa Maria del fiore) si celebra il 15 agosto. Le contadine del paese raccolgono le erbe medicinali in montagna e le portano in chiese per farle benedire. Il cesto ricolmo di fiori non viene gettato ma conservato fino al primo temporale, quando sarà bruciato nel forno.

Le ćiaval y la iarina (il cavallo e la gallina)

"Ćiaval" sta per cavallo e "iarina" per gallina. Il 1° Novembre di ogni anno i bambini ricevono dal loro padrino un dolce a forma di cavallo e le bambine, dalla loro madrina, un dolce a forma di gallina.

La donacia (opp. Poscignara)

Il 6 Gennaio le giovani ragazze si travestono da anziane donne e vanno di casa in casa per scacciare via i fantasmi e salutare l'anno appena finito. La "donacia" è infatti un'anziana donna che indossa abiti molto vecchi, ha sempre con sé una scopa e un cesto, per portare via i bambini cattivi. Inoltre ha una gobba, un naso pronunciato e un solo dente. Gli abitanti del paese, solitamente, le danno da bere e da mangiare.

Le tlocheradures

I "crafuns da segra" sono simili ai krapfen e cucinarli è un lavoro molto impegnativo. Solo il giorno prima della sagra del paese le donne si riuniscono per prepararli e i giovani delle località vicine vanno di casa in casa per assaggiarli. Un tempo, questi giovani viandanti, si mascheravano e percorrevano il paese chiassosamente, portando con sé pentole, campane e corni. Solitamente si preferiva andare nelle case dove abitavano le ragazze più belle.

ALCUNE TRADIZIONI DEDICATE AL MATRIMONIO

Fortaies

La sera in cui lo sposo arriva in casa della sposa per dare inizio alla preparazione delle nozze, si cucinano i "Fortaies", ovvero delle paste a forma di spirale, a base di latte, uova e farina, spolverate con lo zucchero a velo. La tradizione vuole che gli amici dello sposo, i vicini e altri conoscenti vadano a rubare i Fortaies.

Parada & fà la sarada

Il giorno del matrimonio, nei pressi della chiesa dove sarà celebrato il matrimonio, si tengono delle vere e proprie scene teatrali, organizzate dagli amici degli sposi. Lo scopo è dimostrare alla sposa che sta per sposare la persona sbagliata. Solitamente è il testimone della sposa a pagare per avere la strada libera dal traffico.

Cappelli con le piume

Partecipare a un matrimonio per una giovane donna è l'occasione giusta per trovare un possibile fidanzato. Tuttavia, per evitare incomprensioni, i ragazzi celibi utilizzano chiari segni di riconoscimento. Tutti gli invitati alle nozze ricevono infatti un fiore per l'occhiello: gli uomini sposati lo appunteranno sul lato destro; quelli non sposati sul lato sinistro. Tutti gli uomini celibi inoltre indosseranno un cappello con delle lunghe piume colorate.

La barbücia & la ćiora müla

La "barbücia" è un fiore di lana verde, venduto ai fratelli e sorelle single degli sposi. Mentre la ćiora müla è una capra, venduta al solo fratello maggiore single della sposa. I venditori di barbücia e ćiora müla sono giovani di paese che si mascherano per l'occasione. Chi acquista la barbücia o la ćiora müla è considerato da tutti "müt vedl" (scapolo) o "müta vedla" (zitella).

Tò la nöcia o rubè la nöcia

Durante i festeggiamenti di nozze è tradizione che gli amici rapiscano la sposa. Questa viene portata nelle locande vicine dove si balla, si mangia e ci si diverte. Lo sposo, con tutti gli invitati, attende che la sposa venga riportata indietro ma nel frattempo, deve cercarla in tutte le locande del paese e pagare il conto di volta in volta.